La sintesi finale...
Siamo giunti alla conclusione di questo percorso, durato circa 3 mesi, incentrato sul termine allevare. L'esordio di questo blog ha voluto analizzare il termine in esame, ricercandone definizione ed etimologia in italiano e in alcune lingue straniere per poi darne una rappresentazione attraverso una storia ed un'immagine, creando inoltre un abbecedario.
Questo però era solamente l'inizio, continuando la ricerca abbiamo potuto scoprire quanto l'allevare sia importante e necessario fin dall'antichità, abbiamo trovato lodi ad esso nella mitologia, nella poesia e nella scultura antiche ed abbiamo potuto vedere come sia stato tema centrale di opere di letteratura narrativa e cinematografiche in età moderna.
Mentre descrivevamo l'impiego dell'allevamento in campi artistici e letterari ripercorrevamo la sua influenza nella storia della tecnologia: siamo partiti dall'8000 a.C., tempo della rivoluzione agricola e conseguente transizione dell'uomo da nomade a sedentario e comparsa dei primi allevamenti; già dall'antichità l'allevamento portò ad innovazioni tecnologiche importanti come l'aratro a chiodo trainato da una coppia di buoi, quest'ultimo venne migliorato notevolmente nei secoli finchè nel medioevo non se ne inventò un nuovo tipo, l'aratro pesante. La rivoluzione agricola dell'8000 a.C. non fu l'unica, nel 1700 il grande aumento demografico portò ad una seconda rivoluzione causa di nuove innovazioni tecnologiche volte ad aumentare e velocizzare i processi di semina e raccolto, anche qui, come quasi diecimila anni prima, furono fondamentali gli animali da traino, i quali venivano allevati appositamente per movimentare i nuovi e pesanti macchinari.
I rapidi progressi tecnologici successivi alla rivoluzione industriale fecero crollare l'utilizzo degli animali da traino, ormai superati dalla macchina, e causarono un ulteriore aumento demografico, fu così che la tecnologia nel campo dell'allevamento durante l'800 e il 900 volse verso l'aumento della produzione e l'efficienza, prediligendo le specie migliori e creando così mangimi concentrati e apparati robotici per la mungitura. Seguendo questo andamento abbiamo provato a pensare ad un'invenzione futura ed a pubblicizzarla.
Proprio all'importanza mediatica che l'allevamento ha acquisito nell'ultimo secolo è stato dedicato diverso spazio del blog, partendo dalla sopracitata pubblicità volta a rassicurare il consumatore e certificare il prodotto, punto caratteristico di uno dei più grandi allevatori italiani, Francesco Amadori; arrivando alla cronaca dove abbiamo mostrato quanto l'allevamento sia un argomento controverso nel mondo moderno, accusato spesso, per colpa della disinformazione, di essere causa di problemi di cui non è veramente responsabile come nel caso della mucca pazza o del più recente Covid-19.
Vorrei terminare questo post finale ringraziando i lettori nella speranza che abbiano trovato interessante questo mio percorso alla scoperta di allevare.
A. De Magistris
venerdì 12 giugno 2020
martedì 9 giugno 2020
Step #23
Una promozione del prodotto...
Di seguito un modello di volantino pubblicitario fatto a mano per l'invenzione descritta nel post precedente.
Di seguito un modello di volantino pubblicitario fatto a mano per l'invenzione descritta nel post precedente.
Step #22
Un'invenzione futura...
Una interessante invenzione il cui utilizzo sta aumentando in diversi campi è il drone. Inizialmente concepito nella prima metà del '900 esclusivamente come arma, grazie alle nuove tecnologie nel corso del XXI secolo, è diventato un oggetto impiegato anche in ambito civile dove viene impiegato nella sorveglianza aerea delle coltivazioni, in aerofotogrammetria, per effettuare riprese aeree cinematografiche, in operazioni di ricerca e salvataggio, nel controllo di linee elettriche e condutture petrolifere e nel monitoraggio della fauna selvatica. Col progresso tecnologico si arriverà ad ottenere miglioramenti meccanici e di software tali da poter integrare questo tipo di velivolo con l'allevamento in modo da creare dei "droni allevatori".
Diverse tipologie di allevamento, specialmente quelli di bovini da latte, impiegano già collari con sensori e gps che servono a monitorare la posizione, lo stato di salute o gravidanza dell'animale ed a permettere l'accesso ai box di mungitura e mangiatoie. Questo tipo di tecnologia unita a dei droni capaci di interfacciarsi con i collari permetterebbe a questi ultimi di rilevare la posizione di ogni animale in ogni momento, importante in allevamenti di tipo estensivo, e in caso di bisogno reindirizzarli verso la posizione corretta, ma questa sarebbe solo la più semplice delle applicazioni. Prendiamo il caso di un allevamento di bovini da latte dove vengono già utilizzati box di mungitura automatica robotizzati, un "drone allevatore" potrebbe sostituire nella sua interezza il box in quanto, sempre grazie all'interfaccia col collare, avrebbe informazioni precise su quando nutrire e mungere l'animale (mantenendo tutti i vantaggi che porta un braccio mungitore robotico, prima tra tutti la costante sterilizzazione e pulizia delle mammelle), non solo, potrebbe assistere al parto dell'animale poiché i collari sono capaci anche di rilevare quando l'animale è in calore e quando sta per partorire. Sebbene sia chiaro che questa invenzione sia sfruttabile in maniera più completa in allevamenti intensivi è utile anche per allevamenti allo stato brado, un esempio classico è quello ovino, dove un "drone allevatore" capace di portare al pascolo e controllare ogni pecora, delineando un perimetro di controllo in cui mantenere gli animali unendo ai gps dei collari uno scanner per il terreno, può sostituire il cane e il pastore, il quale ha accesso remoto al drone e può all'occorrenza attivare un controllo manuale.
Una interessante invenzione il cui utilizzo sta aumentando in diversi campi è il drone. Inizialmente concepito nella prima metà del '900 esclusivamente come arma, grazie alle nuove tecnologie nel corso del XXI secolo, è diventato un oggetto impiegato anche in ambito civile dove viene impiegato nella sorveglianza aerea delle coltivazioni, in aerofotogrammetria, per effettuare riprese aeree cinematografiche, in operazioni di ricerca e salvataggio, nel controllo di linee elettriche e condutture petrolifere e nel monitoraggio della fauna selvatica. Col progresso tecnologico si arriverà ad ottenere miglioramenti meccanici e di software tali da poter integrare questo tipo di velivolo con l'allevamento in modo da creare dei "droni allevatori".
Diverse tipologie di allevamento, specialmente quelli di bovini da latte, impiegano già collari con sensori e gps che servono a monitorare la posizione, lo stato di salute o gravidanza dell'animale ed a permettere l'accesso ai box di mungitura e mangiatoie. Questo tipo di tecnologia unita a dei droni capaci di interfacciarsi con i collari permetterebbe a questi ultimi di rilevare la posizione di ogni animale in ogni momento, importante in allevamenti di tipo estensivo, e in caso di bisogno reindirizzarli verso la posizione corretta, ma questa sarebbe solo la più semplice delle applicazioni. Prendiamo il caso di un allevamento di bovini da latte dove vengono già utilizzati box di mungitura automatica robotizzati, un "drone allevatore" potrebbe sostituire nella sua interezza il box in quanto, sempre grazie all'interfaccia col collare, avrebbe informazioni precise su quando nutrire e mungere l'animale (mantenendo tutti i vantaggi che porta un braccio mungitore robotico, prima tra tutti la costante sterilizzazione e pulizia delle mammelle), non solo, potrebbe assistere al parto dell'animale poiché i collari sono capaci anche di rilevare quando l'animale è in calore e quando sta per partorire. Sebbene sia chiaro che questa invenzione sia sfruttabile in maniera più completa in allevamenti intensivi è utile anche per allevamenti allo stato brado, un esempio classico è quello ovino, dove un "drone allevatore" capace di portare al pascolo e controllare ogni pecora, delineando un perimetro di controllo in cui mantenere gli animali unendo ai gps dei collari uno scanner per il terreno, può sostituire il cane e il pastore, il quale ha accesso remoto al drone e può all'occorrenza attivare un controllo manuale.
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venerdì 5 giugno 2020
Step #21
Un brevetto...
Vorrei presentare due brevetti relativi ad una delle più grandi innovazioni nell'allevamento moderno, tutt'ora in evoluzione, ovvero la mungitura automatizzata, già presentata nello Step #15 di questo blog durante la sua fase iniziale con l'introduzione delle sale di mungitura.
Il primo brevetto è quello di un robot per la mungitura, una delle più recenti innovazioni nel campo, capace di rilevare l'animale attraverso diversi sensori e mungerlo dopo aver pulito e disinfettato le mammelle.
Il secondo brevetto è di un dispositivo di mungitura automatica costituito da un braccio robotizzato e il corrispondente box per la mungitura dove l'animale si reca per mangiare e viene al contempo munto dal braccio robotico.
Riferimenti:
Primo brevetto:https://patents.google.com/patent/US20130074775A1/en?q=milking+robot&oq=+milking+robot
Secondo brevetto: https://patents.google.com/patent/US8646410B2/en?q=milking&oq=+milking+
Vorrei presentare due brevetti relativi ad una delle più grandi innovazioni nell'allevamento moderno, tutt'ora in evoluzione, ovvero la mungitura automatizzata, già presentata nello Step #15 di questo blog durante la sua fase iniziale con l'introduzione delle sale di mungitura.
Il primo brevetto è quello di un robot per la mungitura, una delle più recenti innovazioni nel campo, capace di rilevare l'animale attraverso diversi sensori e mungerlo dopo aver pulito e disinfettato le mammelle.
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| immagine tratta dal brevetto del robot da mungitura |
Il secondo brevetto è di un dispositivo di mungitura automatica costituito da un braccio robotizzato e il corrispondente box per la mungitura dove l'animale si reca per mangiare e viene al contempo munto dal braccio robotico.
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| viste di lato e dall'alto del box per mungitura automatica |
Riferimenti:
Primo brevetto:https://patents.google.com/patent/US20130074775A1/en?q=milking+robot&oq=+milking+robot
Secondo brevetto: https://patents.google.com/patent/US8646410B2/en?q=milking&oq=+milking+
lunedì 1 giugno 2020
Step #20
Un materiale...
Alla base dell'allevamento vi è il mangime ovvero ciò che viene utilizzato per l'alimentazione del bestiame negli allevamenti moderni.
L'alimentazione dei capi di bestiame al giorno d'oggi è diversa da quella di alcuni decenni fa ma ugualmente importante, l'industrializzazione e i progressi tecnologici hanno fatto si che si ottimizzasse il cibo degli animali da allevamento arrivando così al mangime, cioè un alimento che in poco volume racchiude grande quantità di principi nutritivi. Solitamente, infatti, il mangime è ricco di proteine,carboidrati, grassi, sali minerali e vitamine e le razioni giornaliere vengono studiate ed adeguate a seconda del tipo di animale, età ed esigenze produttive, in modo che la nutrizione sia più efficace ed efficiente possibile.
Il mangime cosiddetto "concentrato" contiene farine di cereali e legumi, integratori minerali e vitaminici uniti spesso a sottoprodotti dello zucchero o di carne e pesce. Le quantità degli ingredienti, la forma e consistenza del mangime e il loro metodo di produzione sono tutti testati e monitorati rigorosamente.
I mangimi vengono prodotti da industrie apposite in modo che siano standardizzati e certificati, in particolare in Italia chi produce ed opera sul mangime deve seguire le norme disposte dal Ministero della Salute.
| Mangime in pellet per bovini |
Riferimenti:
https://it.wikipedia.org/wiki/Mangime
http://www.treccani.it/vocabolario/mangime/
Igiene dei mangimi dal Ministero della Salute: http://www.salute.gov.it/portale/temi/p2_6.jsp?lingua=italiano&id=1546&area=sanitaAnimale&menu=mangimi
sabato 30 maggio 2020
Step #19
Nella scienza applicata...
La zootecnia (o zootecnica) è la scienza che si occupa dell'origine, evoluzione, produzione, miglioramento e razionale sfruttamento degli animali domestici utili all'uomo. Essa è costituita dal complesso delle applicazioni della biologia all'allevamento degli animali al fine di migliorarne il fenotipo (insieme dei caratteri che l'individuo presenta), che risulta dalla costituzione ereditaria (genotipo) e dalla costituzione acquisita (paratipo) per l'azione dei fattori esterni ambientali.
Le basi per la nascita della zootecnia vennero messe durante la seconda metà del 18° secolo e al principio del 19° quando sorsero le prime scuole di agricoltura, nelle quali venivano impartiti anche gli insegnamenti relativi alla tecnica dell’allevamento e dell’alimentazione del bestiame. Con la fondazione dell’Istituto agronomico di Versailles, l’insegnamento della tecnologia animale venne nettamente separato dall’insegnamento dell’agricoltura e per la prima volta fu adottata la denominazione di zootecnia per questa nuova scienza. I principi darwiniani della selezione naturale furono messi a base della selezione zootecnica, alla quale si attribuiva un’illimitata, seppur lenta, capacità di migliorare le razze. La genetica ha portato anche a una revisione del concetto di razza, in quanto ha dimostrato come tutte le razze di animali domestici non siano razze geneticamente pure bensì mescolanze di un certo numero di genotipi di linee pure; per la moderna zootecnia la selezione rappresenta il mezzo con il quale l’allevatore può isolare le linee più elette.
Un notevole risultato delle applicazioni della genetica e della zootecnia è l'introduzione di razze resistenti alle malattie.
Riferimenti:
Zootecnia in treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/zootecnia/
Zootecnia in wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Zootecnia
La zootecnia (o zootecnica) è la scienza che si occupa dell'origine, evoluzione, produzione, miglioramento e razionale sfruttamento degli animali domestici utili all'uomo. Essa è costituita dal complesso delle applicazioni della biologia all'allevamento degli animali al fine di migliorarne il fenotipo (insieme dei caratteri che l'individuo presenta), che risulta dalla costituzione ereditaria (genotipo) e dalla costituzione acquisita (paratipo) per l'azione dei fattori esterni ambientali.
Le basi per la nascita della zootecnia vennero messe durante la seconda metà del 18° secolo e al principio del 19° quando sorsero le prime scuole di agricoltura, nelle quali venivano impartiti anche gli insegnamenti relativi alla tecnica dell’allevamento e dell’alimentazione del bestiame. Con la fondazione dell’Istituto agronomico di Versailles, l’insegnamento della tecnologia animale venne nettamente separato dall’insegnamento dell’agricoltura e per la prima volta fu adottata la denominazione di zootecnia per questa nuova scienza. I principi darwiniani della selezione naturale furono messi a base della selezione zootecnica, alla quale si attribuiva un’illimitata, seppur lenta, capacità di migliorare le razze. La genetica ha portato anche a una revisione del concetto di razza, in quanto ha dimostrato come tutte le razze di animali domestici non siano razze geneticamente pure bensì mescolanze di un certo numero di genotipi di linee pure; per la moderna zootecnia la selezione rappresenta il mezzo con il quale l’allevatore può isolare le linee più elette.
Un notevole risultato delle applicazioni della genetica e della zootecnia è l'introduzione di razze resistenti alle malattie.
Riferimenti:
Zootecnia in treccani: http://www.treccani.it/enciclopedia/zootecnia/
Zootecnia in wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Zootecnia
venerdì 29 maggio 2020
Step #18
Nella cronaca...
Nel 1986, nel Regno Unito, ci fu il primo caso di encefalopatia spongiforme bovina (BSE, ovvero Bovine Spongiform Encephalopathy), la cronaca e la trattazione mediatica che ebbe questo evento negli anni successivi misero in evidenza e portarono alla correzione di quelle tecniche di allevamento errate che erano in atto all'epoca. La BSE, anche nota come "morbo della mucca pazza", fa parte di un gruppo di malattie denominate encefalopatie spongiformi trasmissibili che colpiscono diverse specie di animali, tra cui l'uomo. Dalla scoperta della malattia sono state svolte numerose ricerche e in seguito sono state eseguite strategie di prevenzione tale che al giorno d'oggi la malattia è stata totalmente eradicata.
Al riguardo della cronaca è importante menzionare che i vari mezzi di informazione diffusero numerose notizie errate o fuorvianti su cause, sintomi e metodi di prevenzione della malattia. Per fare un esempio, molti giornali negli anni novanta attribuirono alla "mucca pazza", rendendo così ancora più famosa questa terminologia, le morti di pazienti anziani affetti dal morbo di Creutzfeldt-Jakob (CJD, encefalopatia spongiforme umana non legata ai bovini), accomunandola erroneamente alla sua variante (vCJD) legata invece alla BSE e oggetto dello studio di cui è stato firmatario il premio nobel per la medicina Stanley Prusiner.
Riferimenti:
Articolo Internazionale: https://www.repubblica.it/www1/dossier/euro/euro47/intern/intern.html
Pagina wikipedia BSE: https://it.wikipedia.org/wiki/Encefalopatia_spongiforme_bovina
Nel 1986, nel Regno Unito, ci fu il primo caso di encefalopatia spongiforme bovina (BSE, ovvero Bovine Spongiform Encephalopathy), la cronaca e la trattazione mediatica che ebbe questo evento negli anni successivi misero in evidenza e portarono alla correzione di quelle tecniche di allevamento errate che erano in atto all'epoca. La BSE, anche nota come "morbo della mucca pazza", fa parte di un gruppo di malattie denominate encefalopatie spongiformi trasmissibili che colpiscono diverse specie di animali, tra cui l'uomo. Dalla scoperta della malattia sono state svolte numerose ricerche e in seguito sono state eseguite strategie di prevenzione tale che al giorno d'oggi la malattia è stata totalmente eradicata.
Al riguardo della cronaca è importante menzionare che i vari mezzi di informazione diffusero numerose notizie errate o fuorvianti su cause, sintomi e metodi di prevenzione della malattia. Per fare un esempio, molti giornali negli anni novanta attribuirono alla "mucca pazza", rendendo così ancora più famosa questa terminologia, le morti di pazienti anziani affetti dal morbo di Creutzfeldt-Jakob (CJD, encefalopatia spongiforme umana non legata ai bovini), accomunandola erroneamente alla sua variante (vCJD) legata invece alla BSE e oggetto dello studio di cui è stato firmatario il premio nobel per la medicina Stanley Prusiner.
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| Articolo tratto da Internazionale del 13/09/1996 |
Riferimenti:
Articolo Internazionale: https://www.repubblica.it/www1/dossier/euro/euro47/intern/intern.html
Pagina wikipedia BSE: https://it.wikipedia.org/wiki/Encefalopatia_spongiforme_bovina
mercoledì 27 maggio 2020
Step #17
Abbecedario:
A come... aratro
B come... bovino
C come... crescere
D come... domestico
E come... estensivo
F come... fieno
G come... genetica
H come... holstein (razza bovina)
I come... intensivo
L come...letame
M come...mungitura
N come...nutrire
O come...ovino
P come...pascolo
Q come...qualità
R come...recinto
S come...stalla
T come...terreno
U come...uovo
V come...vacca
Z come...zootecnica
lunedì 25 maggio 2020
Step #16
Un protagonista...
Francesco Amadori
Nato a Cesena il 15 gennaio 1932 è stato fondatore insieme al fratello Arnaldo di una delle maggiori aziende agroalimentari in Italia, molto famoso anche grazie allo slogan "Parola di Francesco Amadori" è certamente uno dei volti dell'allevamento moderno del nostro paese.
Fin da piccolo affianca i genitori nella commercializzazione di pollame e animali da cortile a livello locale ma è negli anni cinquanta che riesce a mettersi in proprio costruendo un mangimificio, un incubatoio, un allevamento e un impianto di trasformazione alimentare, fino a che nel 1969 nasce l'azienda Amadori.
Dagli anni novanta Francesco Amadori diventa testimonial delle proprie campagne pubblicitarie in modo da promuovere di persona l'affidabilità della sua azienda e diventa celebre grazie al suo motto "Parola di Francesco Amadori". Nell' aprile 2015 ha lasciato il controllo dell'azienda ai due figli, Flavio e Denis.
Francesco Amadori quindi non è solamente il fondatore di una delle più grandi aziende agroalimentari italiane ma è forse l'allevatore moderno più conosciuto in Italia, quando si parla di allevamento non si può non pensare alla sua figura, testimonial essa stessa dei prodotti della sua azienda.
Francesco Amadori
Nato a Cesena il 15 gennaio 1932 è stato fondatore insieme al fratello Arnaldo di una delle maggiori aziende agroalimentari in Italia, molto famoso anche grazie allo slogan "Parola di Francesco Amadori" è certamente uno dei volti dell'allevamento moderno del nostro paese.
Fin da piccolo affianca i genitori nella commercializzazione di pollame e animali da cortile a livello locale ma è negli anni cinquanta che riesce a mettersi in proprio costruendo un mangimificio, un incubatoio, un allevamento e un impianto di trasformazione alimentare, fino a che nel 1969 nasce l'azienda Amadori.
Dagli anni novanta Francesco Amadori diventa testimonial delle proprie campagne pubblicitarie in modo da promuovere di persona l'affidabilità della sua azienda e diventa celebre grazie al suo motto "Parola di Francesco Amadori". Nell' aprile 2015 ha lasciato il controllo dell'azienda ai due figli, Flavio e Denis.
| Francesco Amadori, a destra, in compagnia del fratello Arnaldo |
Francesco Amadori quindi non è solamente il fondatore di una delle più grandi aziende agroalimentari italiane ma è forse l'allevatore moderno più conosciuto in Italia, quando si parla di allevamento non si può non pensare alla sua figura, testimonial essa stessa dei prodotti della sua azienda.
Riferimenti:
sabato 23 maggio 2020
Step #15
Nel Novecento...
Il grande aumento demografico che caratterizzò i due secoli successivi alla rivoluzione industriale portò al bisogno di allevare in maniera più efficiente, si diffuse in particolare, nel periodo del secondo dopoguerra, la pratica dell'allevamento intensivo.
Proprio nel Novecento ci fu una delle più grandi innovazioni tecnologiche nella storia dell'allevamento, l'introduzione delle sale di mungitura, le quali applicavano tutte le teorie atte a meccanizzare il processo di mungitura ideate nel secolo precedente e le univano alla nuova necessità di trattare molti capi di bestiame allo stesso tempo e più velocemente. Le prime sale a spina di pesce furono introdotte nel 1950 in Nuova Zelanda, la produttività migliorò notevolmente e il tempo di mungitura fu ridotto moltissimo.
Il grande aumento demografico che caratterizzò i due secoli successivi alla rivoluzione industriale portò al bisogno di allevare in maniera più efficiente, si diffuse in particolare, nel periodo del secondo dopoguerra, la pratica dell'allevamento intensivo.
Proprio nel Novecento ci fu una delle più grandi innovazioni tecnologiche nella storia dell'allevamento, l'introduzione delle sale di mungitura, le quali applicavano tutte le teorie atte a meccanizzare il processo di mungitura ideate nel secolo precedente e le univano alla nuova necessità di trattare molti capi di bestiame allo stesso tempo e più velocemente. Le prime sale a spina di pesce furono introdotte nel 1950 in Nuova Zelanda, la produttività migliorò notevolmente e il tempo di mungitura fu ridotto moltissimo.
| Sala di mungitura a spina di pesce |
Nel 1992 ci fu infine l'introduzione dei sistemi di mungitura automatici, i quali portarono ulteriore aumento della qualità e sanità del latte e incremento produttivo giornaliero per capo, dovuti alla costante sanitizzazione della mammella che il robot di mungitura esegue e alle mungiture più frequenti durante la giornata rispetto a quelle che venivano effettuate con processi non automatizzati.
Riferimenti:
venerdì 22 maggio 2020
Step #14
Nell'Ottocento...
Il 1800 è stato il secolo della rivoluzione dell'apicoltura, tutte le invenzioni che hanno fatto diventare questo tipo di allevamento come è al giorno d'oggi risalgono infatti al XIX secolo.
Tutto iniziò quando, nel 1851, il pastore americano Lorenzo Langstroth inventò il favo mobile, questo consentiva di intervenire nell'alveare senza doverlo distruggere (come si era fatto fino a quel momento) ma semplicemente estraendo i telaini e poi rimettendoli al loro posto ad operazione conclusa.
Il favo mobile diede inizio al processo di razionalizzazione dell'apicoltura e fu ispirazione per invenzioni seguenti quali i fogli cerei nel 1857 e lo smielatore centrifugo nel 1865. Quest'ultimo è di particolare importanza perché apice dell'apicoltura razionale, infatti, se nell'apicoltura tradizionale il miele veniva estratto spremendo i favi che quindi venivano distrutti, ora grazie all'introduzione di favi mobili e standardizzati era stato possibile costruire una macchina in cui potessero essere inseriti i telaini e che, utilizzando la forza centrifuga, estraesse il miele.
Riferimenti:
Il 1800 è stato il secolo della rivoluzione dell'apicoltura, tutte le invenzioni che hanno fatto diventare questo tipo di allevamento come è al giorno d'oggi risalgono infatti al XIX secolo.
Tutto iniziò quando, nel 1851, il pastore americano Lorenzo Langstroth inventò il favo mobile, questo consentiva di intervenire nell'alveare senza doverlo distruggere (come si era fatto fino a quel momento) ma semplicemente estraendo i telaini e poi rimettendoli al loro posto ad operazione conclusa.
Il favo mobile diede inizio al processo di razionalizzazione dell'apicoltura e fu ispirazione per invenzioni seguenti quali i fogli cerei nel 1857 e lo smielatore centrifugo nel 1865. Quest'ultimo è di particolare importanza perché apice dell'apicoltura razionale, infatti, se nell'apicoltura tradizionale il miele veniva estratto spremendo i favi che quindi venivano distrutti, ora grazie all'introduzione di favi mobili e standardizzati era stato possibile costruire una macchina in cui potessero essere inseriti i telaini e che, utilizzando la forza centrifuga, estraesse il miele.
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| Spaccato di uno smielatore |
Apicoltura: https://it.wikipedia.org/wiki/Apicoltura#Storia
Smielatore e immagine: https://it.wikipedia.org/wiki/Smielatore
martedì 19 maggio 2020
Step #13
Nel Settecento...
Il 1700 è il secolo della rivoluzione agricola, conseguenza del grande aumento demografico e causa di alcune invenzioni volte ad aumentare e velocizzare i processi di semina e raccolto. La diffusione di queste nuove macchine ebbe un' importante influenza sull'allevamento di buoi, cavalli e asini fino al momento storico in cui questi vennero sostituiti dalle macchine stesse, in quanto i compiti che prima venivano svolti a mano dal contadino ora richiedevano degli animali allevati appositamente per il traino.
Le principali invenzioni in questo ambito sono la trebbiatrice e la seminatrice:
Seminatrice - è una macchina agricola realizzata per la prima volta nel 1701 dall'agronomo inglese Jethro Tull, utilizzata per mettere a dimora i semi su un terreno precedentemente preparato. Prima di questo sistema i grani erano sparsi a mano, con questa nuova macchina il il tasso di germinazione aumentò e di conseguenza il raccolto. La seminatrice veniva trainata da buoi o cavalli.
Riferimenti:
Seminatrice: https://it.wikipedia.org/wiki/Seminatrice
Trebbiatrice:https://it.wikipedia.org/wiki/Trebbiatrice
Il 1700 è il secolo della rivoluzione agricola, conseguenza del grande aumento demografico e causa di alcune invenzioni volte ad aumentare e velocizzare i processi di semina e raccolto. La diffusione di queste nuove macchine ebbe un' importante influenza sull'allevamento di buoi, cavalli e asini fino al momento storico in cui questi vennero sostituiti dalle macchine stesse, in quanto i compiti che prima venivano svolti a mano dal contadino ora richiedevano degli animali allevati appositamente per il traino.
Le principali invenzioni in questo ambito sono la trebbiatrice e la seminatrice:
Trebbiatrice - è una macchina agricola utilizzata per sgranare i cereali e separarli dalla paglia (frumento e riso). Nel 1733 lo scozzese Michael Menzies costruisce la prima trebbiatrice azionata da una ruota idraulica, in seguito ne vennero costruite di azionate da forza animale, motori a vapore e a scoppio. Ognuna di queste era montata su ruote e spostata nelle diverse località di trebbiatura mediante traino di buoi o asini.
| trebbiatrice azionata da forza animale |
Riferimenti:
Seminatrice: https://it.wikipedia.org/wiki/Seminatrice
Trebbiatrice:https://it.wikipedia.org/wiki/Trebbiatrice
sabato 2 maggio 2020
Step #12
Allevare nella storia della tecnologia (medievale e moderna)...
Le innovazione tecnologiche, nel campo dell'allevamento, nel periodo medievale vanno a migliorare le tecniche esistenti.
Innanzitutto l'aratro, il cui utilizzo e descrizione sono già stati trattati per quanto riguarda il mondo antico nel post Step #08 di questo blog, subisce un'evoluzione: in epoca alto-medievale si passa dall'aratro a chiodo a quello a vomere simmetrico in legno, raramente rivestito in ferro; dal XI secolo si diffuse invece il cosiddetto "aratro pesante" ovvero a vomere asimmetrico, dotato di avantreno mobile su ruote che necessitava di buoi o cavalli per essere trainato. Il solo possedere questo ultimo tipo di aratro dimostrava la differenza sociale tra un contadino povero e uno ricco ed il suo utilizzo portò ad una rapida crescita del valore delle bestie da traino e quindi del loro allevamento. La diffusione dell' aratro pesante ebbe inoltre come conseguenza un susseguirsi di invenzioni volte a facilitare il compito dell'animale come per esempio il giogo frontale per i buoi o il collare da spalla per i cavalli, meccanismi che andavano a sostituire il sistema di cinghie con cui si imbrigliavano questi animali fino al X secolo ma ne ostacolava la respirazione, in questo modo gli animali potevano scaricare il peso su tutto il corpo, aumentando l'efficienza del traino.
Collegata a quanto detto fin'ora e fatta risalire al Medioevo è anche la pratica della ferratura, gli zoccoli degli animali venivano in questo modo protetti dalle asperità del terreno su cui venivano fatti lavorare.
Durante il periodo del Rinascimento è notevole l'invenzione del telaio a tirella, anche questa un'evoluzione dei precedenti telai, descritta in un codice quattrocentesco fiorentino intitolato "Trattato dell'arte e della seta" di autore anonimo oggi conservato nella biblioteca Laurenziana di Firenze. L'arte della lana e gli allevamenti ovini goderono di queste nuove macchine e ne furono migliorati, diventando più efficienti e ricchi.
Riferimenti:
Aratro: https://it.wikipedia.org/wiki/Aratro
Ferro di cavallo:https://it.wikipedia.org/wiki/Ferro_di_cavallo
Le innovazione tecnologiche, nel campo dell'allevamento, nel periodo medievale vanno a migliorare le tecniche esistenti.
Innanzitutto l'aratro, il cui utilizzo e descrizione sono già stati trattati per quanto riguarda il mondo antico nel post Step #08 di questo blog, subisce un'evoluzione: in epoca alto-medievale si passa dall'aratro a chiodo a quello a vomere simmetrico in legno, raramente rivestito in ferro; dal XI secolo si diffuse invece il cosiddetto "aratro pesante" ovvero a vomere asimmetrico, dotato di avantreno mobile su ruote che necessitava di buoi o cavalli per essere trainato. Il solo possedere questo ultimo tipo di aratro dimostrava la differenza sociale tra un contadino povero e uno ricco ed il suo utilizzo portò ad una rapida crescita del valore delle bestie da traino e quindi del loro allevamento. La diffusione dell' aratro pesante ebbe inoltre come conseguenza un susseguirsi di invenzioni volte a facilitare il compito dell'animale come per esempio il giogo frontale per i buoi o il collare da spalla per i cavalli, meccanismi che andavano a sostituire il sistema di cinghie con cui si imbrigliavano questi animali fino al X secolo ma ne ostacolava la respirazione, in questo modo gli animali potevano scaricare il peso su tutto il corpo, aumentando l'efficienza del traino.
Collegata a quanto detto fin'ora e fatta risalire al Medioevo è anche la pratica della ferratura, gli zoccoli degli animali venivano in questo modo protetti dalle asperità del terreno su cui venivano fatti lavorare.
| Ricostruzione di un aratro pesante medievale |
Durante il periodo del Rinascimento è notevole l'invenzione del telaio a tirella, anche questa un'evoluzione dei precedenti telai, descritta in un codice quattrocentesco fiorentino intitolato "Trattato dell'arte e della seta" di autore anonimo oggi conservato nella biblioteca Laurenziana di Firenze. L'arte della lana e gli allevamenti ovini goderono di queste nuove macchine e ne furono migliorati, diventando più efficienti e ricchi.
Quest'ultima fu una delle tante innovazioni tecnologiche e perfezionamenti meccanici che durante il medioevo ed il rinascimento furono cause e conseguenze della grande diffusione dell'allevamento, indispensabile e centrale, sia per il sostentamento e la crescita demografica che per l'evoluzione della tecnologia.
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| Illustrazione tratta dal "Trattato dell'arte e della seta" |
Riferimenti:
Aratro: https://it.wikipedia.org/wiki/Aratro
Ferro di cavallo:https://it.wikipedia.org/wiki/Ferro_di_cavallo
martedì 28 aprile 2020
Step #11
Allevare nella pandemia...
L'emergenza del Covid-19 e le sue ripercussioni economiche hanno coinvolto in modo rilevante le attività di allevamento che sono state colpite sia nella fase di approvvigionamento di quanto necessario per gli animali e nella fase di collocamento dei prodotti, senza contare la scarsa manodopera disponibile dovuta alle misure di sicurezza attuate. Questo sta costringendo piccole e grandi aziende del settore a interrompere la produzione, un esempio è la Tyson Foods, colosso americano della lavorazione della carne, il cui presidente ha annunciato di recente la chiusura degli impianti e la conseguente uccisione di milioni di animali da allevamento.
Il settore più colpito in Italia risulta quello lattiero caseario dove la domanda di freschi è crollata, specialmente per quanto riguarda il latte, tanto che la Regione Piemonte ha proposto un "patto del latte" per cercare di contenere i danni che la pandemia sta portando in questo ambito.
Riferimenti:
Articolo Tyson Foods: https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2020/04/28/news/coronavirus-negli-stati-uniti-saranno-uccisi-milioni-animali-d-allevamento-1.38774554
L'emergenza del Covid-19 e le sue ripercussioni economiche hanno coinvolto in modo rilevante le attività di allevamento che sono state colpite sia nella fase di approvvigionamento di quanto necessario per gli animali e nella fase di collocamento dei prodotti, senza contare la scarsa manodopera disponibile dovuta alle misure di sicurezza attuate. Questo sta costringendo piccole e grandi aziende del settore a interrompere la produzione, un esempio è la Tyson Foods, colosso americano della lavorazione della carne, il cui presidente ha annunciato di recente la chiusura degli impianti e la conseguente uccisione di milioni di animali da allevamento.
Il settore più colpito in Italia risulta quello lattiero caseario dove la domanda di freschi è crollata, specialmente per quanto riguarda il latte, tanto che la Regione Piemonte ha proposto un "patto del latte" per cercare di contenere i danni che la pandemia sta portando in questo ambito.
Riferimenti:
Articolo Tyson Foods: https://www.lastampa.it/la-zampa/altri-animali/2020/04/28/news/coronavirus-negli-stati-uniti-saranno-uccisi-milioni-animali-d-allevamento-1.38774554
sabato 25 aprile 2020
Step #10
"Il libro della giungla", un classico Disney del 1967, ispirato all'omonimo libro dello scrittore inglese Rudyard Kipling (1874), ha ricevuto diversi adattamenti cinematografici, in particolare quello del 2016 del regista Jon Favreau. Quest'ultimo è quello che verrà preso in esame come tema di questo post in quanto in esso non si trova solo una sequenza in cui è centrale il concetto di allevare, bensì tutto il lungometraggio ne è pregno.
Mowgli, il cucciolo d'uomo, è allevato dai lupi dopo esser stato reso orfano dalla tigre Shere Khan, nel film è evidente come questo branco di lupi sia la sua famiglia, non viene solo nutrito e fatto crescere ma anche trattato con affetto come se fosse effettivamente un lupo egli stesso. Di grande rilevanza sono inoltre le scene con la pantera Bagheera e l'orso Baloo, i suoi migliori amici che gli fanno anch'essi da genitori, istruendolo alle usanze della giungla.
Di seguito riporto il trailer del film in questione, disponibile su YouTube:
Riferimenti:
Il libro della giungla di R: Kipling: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_libro_della_giungla
Film di Jon Favreau: https://it.wikipedia.org/wiki/Il_libro_della_giungla_(film_2016)
giovedì 23 aprile 2020
Step #09
![]() |
| Lupa capitolina, artista medievale (la lupa) e Antonio del Pollaiolo (i gemelli), XII-XIII secolo, Musei Capitolini (Roma) |
Riferimenti:
Wikipedia: https://it.wikipedia.org/wiki/Lupa_capitolina
Step #08
Allevare nella storia della tecnologia:
L'allevamento, come accennato nel post "Step #02" di questo blog, è una delle attività che ha permesso l'evoluzione della civiltà umana e le sue origini sono molto antiche. Per alcuni l'allevamento è la razionale evoluzione della caccia, attività che era la principale fonte di sostentamento dell'uomo durante il periodo nomade. L'uomo col tempo selezionò animali di facile gestione ed apprese a ricavarne oltre alle carni, anche prodotti secondari come il latte e le uova, in seguito apprese quindi ad assicurarsi riserve di cibo per il futuro tenendo in vita le bestie sino al momento di necessità e curando di lasciarne indenni una parte in modo da consentirne la riproduzione.
La transizione dell'uomo da nomade a sedentario avvenne con la rivoluzione agricola intorno all'anno 8000 a.C. quando cominciarono a venir costruiti i primi villaggi e allevamenti, si sviluppa in questo modo la figura dell'artigiano, ovvero "chi sa fare", si costruiscono utensili in modo da non lavorare più con le sole mani e si creano immagini ed alfabeti. Questa nuova società non subiva più le trasformazioni naturali del paesaggio come quella nomade ma era essa stessa a modificare il paesaggio con la coltura dei campi, la fondazione di villaggi e il tracciamento di sentieri, importante a questo riguardo è l'istituzione della centuria con i romani. La centuria è una porzione di territorio di forma quadrata con lato di circa 710 metri, queste venivano assegnate ai veterani ed hanno una particolare relazione con l'aratro, quello romano era infatti quadrato e trainato da una coppia di buoi.
L'aratro è tra le prime macchine che permettono di modificare il paesaggio ed è profondamente connesso all'allevamento, i primi costruiti, tra cui anche quelli romani, erano a chiodo e dissodavano il terreno con due passaggi incrociati. Risulta evidente che i centuria erano perfetti per questo tipo di aratro essendo quadrati, in questo modo i tempi richiesti dalla rotazione di 180 gradi al termine di ogni solco venivano minimizzati.
Riferimenti:
Ere tecnologiche in un post del blog del Prof. Vittorio Marchis: http://machine-history.blogspot.com/2020/03/le-ere-della-storia-tecnologica.html
Aratro, nel blog del Prof. Vittorio Marchis: http://machine-history.blogspot.com/2020/03/laratro.html
L'allevamento, come accennato nel post "Step #02" di questo blog, è una delle attività che ha permesso l'evoluzione della civiltà umana e le sue origini sono molto antiche. Per alcuni l'allevamento è la razionale evoluzione della caccia, attività che era la principale fonte di sostentamento dell'uomo durante il periodo nomade. L'uomo col tempo selezionò animali di facile gestione ed apprese a ricavarne oltre alle carni, anche prodotti secondari come il latte e le uova, in seguito apprese quindi ad assicurarsi riserve di cibo per il futuro tenendo in vita le bestie sino al momento di necessità e curando di lasciarne indenni una parte in modo da consentirne la riproduzione.
La transizione dell'uomo da nomade a sedentario avvenne con la rivoluzione agricola intorno all'anno 8000 a.C. quando cominciarono a venir costruiti i primi villaggi e allevamenti, si sviluppa in questo modo la figura dell'artigiano, ovvero "chi sa fare", si costruiscono utensili in modo da non lavorare più con le sole mani e si creano immagini ed alfabeti. Questa nuova società non subiva più le trasformazioni naturali del paesaggio come quella nomade ma era essa stessa a modificare il paesaggio con la coltura dei campi, la fondazione di villaggi e il tracciamento di sentieri, importante a questo riguardo è l'istituzione della centuria con i romani. La centuria è una porzione di territorio di forma quadrata con lato di circa 710 metri, queste venivano assegnate ai veterani ed hanno una particolare relazione con l'aratro, quello romano era infatti quadrato e trainato da una coppia di buoi.
L'aratro è tra le prime macchine che permettono di modificare il paesaggio ed è profondamente connesso all'allevamento, i primi costruiti, tra cui anche quelli romani, erano a chiodo e dissodavano il terreno con due passaggi incrociati. Risulta evidente che i centuria erano perfetti per questo tipo di aratro essendo quadrati, in questo modo i tempi richiesti dalla rotazione di 180 gradi al termine di ogni solco venivano minimizzati.
Riferimenti:
Ere tecnologiche in un post del blog del Prof. Vittorio Marchis: http://machine-history.blogspot.com/2020/03/le-ere-della-storia-tecnologica.html
Aratro, nel blog del Prof. Vittorio Marchis: http://machine-history.blogspot.com/2020/03/laratro.html
mercoledì 22 aprile 2020
Step #07
Allevare in un'opera poetica:
Si può ritrovare il concetto del termine in esame nelle celebri "Georgiche" di Publio Virgilio Marone, un poema diviso in quattro libri, composto dal 37 al 29 a. C., concepito su pressante invito di Mecenate e a questi dedicato. Le "Georgiche" sono la celebrazione delle attività agresti ed esaltano i valori umani, morali e religiosi legati alla laboriosa vita dei campi. In particolare sono rilevanti al tema in esame i libri terzo e quarto, nei quali possiamo trovare il tema dell'allevamento, elogiato e usato anche come metafora.
Libro III:
Nel terzo libro Virgilio, dopo una lode ad Augusto, canta dei metodi di allevamento del bestiame tra cui buoi, capre, cavalli, pecore e delle difficoltà riscontrate da parte dei pastori in Africa e in Scizia contro le forza della natura. Per esempio prendendo i versi 83-99 notiamo come Virgilio esponga come sia importante scegliere con cura le madri di destrieri e buoi in modo da allevare animali "fieri e maestosi":
"..Magnanimi destrieri, o buoi robusti
A l’aratro educar, tua prima cura
Sarà sceglier le madri. Ottima quella
Giovenca fia, che torva abbia la fronte,
Informe il capo, e doppio il collo, e a cui
Dal mento giù fino al ginocchio ondeggi
La pendula gorgaia: esteso e lungo
Il fianco loderò, grandi le membra
E muscolose, e largo il piede, e sotto
Brevi e inarcate corna irte le orecchie.
Nè a me dispiacerà che sparso mostri
Di bianche macchie il dorso, e non che il giogo
Indocile ricusi, e il corno avventi
Minacciosa a ferir, nè che del toro
Le forme imiti e la maschil fierezza,
E mäestosa passeggiando e altera
Scopi il terren co la setosa coda."
Georgiche III vv. 83-99
Libro IV:
Nel quarto libro invece troviamo una dedica a Mecenate ed un'invocazione ad Apollo seguite da una descrizione dell'apicoltura. Il miele era un bene molto apprezzato ed utilizzato dai romani, i quali non avevano lo zucchero, una alternativa era uno sciroppo dolce ricavato dalle barbabietole ma non era alquanto popolare. Virgilio descrive abitudini e specie, spiega qual è la stagione migliore per prelevare il miele, come farlo e come curare le malattie che colpiscono le api. Nei versi 11-18 e 49-56 troviamo delle indicazioni sul luogo dove allevare le api e su come fabbricare gli alveari:
".. Prima di tutto è da cercarsi a l’api
Riparato soggiorno, ove nè il vento
Penetri, che le trepide lor ali
Sbatte, e a l’albergo la raccolta preda
Vieta portar, nè pecora, o capretto
A i fiori insulti, nè giovenca errante
Ivi al mattin la tremula rugiada
Scuota, o prema col piè l’erbe nascenti."
Georgiche IV vv. 11-18
".. Ma gli alvëari, o di cortecce cave
Sien fabbricati, o di flessibil giunco,
Stretto l’ingresso avranno, onde per freddo
Non geli il mel, nè per calor si sciolga.
E l’uno e l’altro, ove soverchio ecceda,
Pur nuoce a l’api, e non indarno a gara
De le lor celle ogni spiraglio, o buco
Turan di cera, od empiono di fiori;"
Georgiche vv. 49-56
Riferimenti:
martedì 21 aprile 2020
Step #06
Allevare nella letteratura narrativa:
Tra i vari esempi a cui sarebbe possibile riferirsi, è particolare quello del romanzo di avventura scritto da Edgar Rice Burroughs e pubblicato nel 1912 "Tarzan delle Scimmie". In questa storia possiamo ritrovare uno dei significati più classici del termine, ovvero quello di crescere un bambino fornendogli sostegno nella tenera età e poi nell'adolescenza affinché abbia un completo sviluppo fisico e psicologico, ma con una particolarità, nel romanzo infatti è un umano ad essere allevato da degli animali e non viceversa.
La parte rilevante a questa analisi della trama del racconto è quella iniziale: due nobili coniugi inglesi si ritrovano da soli sperduti sulle coste dell'Angolia a causa dell'ammutinamento dell'equipaggio che guidava la loro nave, in questa situazione la donna, incinta, partorisce un bambino ma a causa delle condizioni avverse ed ostili del luogo essa muore un anno dopo il parto. Poco tempo dopo i gorilla della foresta attaccano la capanna in cui vivevano l'uomo ed il neonato con l'intenzione di uccidere entrambi, il bambino viene però salvato dalla grande scimmia Kala, la quale aveva da poco perso il suo vero figlio. Il bambino viene chiamato Tarzan e da quel momento verrà allevato da Kala come se fosse suo figlio, gli verrà insegnato il linguaggio delle scimmie, il modo corretto per sopravvivere nella giungla e salvarsi dai pericoli che essa nasconde finché egli non diverrà indipendente.
Riferimenti:
Pagina Wikipedia per "Tarzan delle Scimmie": https://it.wikipedia.org/wiki/Tarzan_delle_Scimmie
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Step #25
La sintesi finale... Siamo giunti alla conclusione di questo percorso, durato circa 3 mesi, incentrato sul termine allevare . L'esordi...
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